Psichedelia tutte le teste ti porti via

by Marco 3/26/2008 - 2:22 PM

Psichedelia, ti fai gli acidi e poi sei in acido.
Psichedelia, ti fai le basi e poi sei basico.
E quanti bei colori, potere dei fiori, che bellooo…
E chimiche emozioni, mancate erezioni, che bellooo… lo stessooo…
Psichedelia, tutte le teste ti porti via, tutti i neuroni ti porti viaaa…
E quante le sinapsi, le pepsi, la stipsi. I raptus, i cactus, gli adepti…

.....

(Psichedelica - Elio e le storie tese)

Mi scuso per l’introduzione poco seria all’argomento, che invece è molto interessante, ma la tentazione di citare il “guru” Elio (tanto per restare in tema psichedelico) è stata troppo forte e non ho saputo resistere.
Da sempre sono un appassionato del sound un po’ ipnotico tipico della musica psichedelica ed allora perché non approfittarne per mettere un po’ di ordine fra le cose che so qua e là, con una bella ricerchina?

Innanzitutto il filone critico che vede la musica psichedelica principalmente come tentativo di replicare sul pentagramma lo stato mentalmente alterato prodotto da all’assunzione di droghe ed altre sostanze stupefacenti è a dir poco riduttivo.  Se è pur vero che buona parte dei musicisti che citerò non hanno mai fatto mistero di aver assunto sostanze stupefacenti almeno in qualche momento della loro carriera, ciò va inquadrato in un contesto ben più ampio, fortemente anti-conformista e culturalmente molto ispirato, come era quello che si viveva alla fine degli anni ’60.
A parte la fin troppo chiaccherata appendice chimica, il rock psichedelico costituisce un momento chiave nell’evoluzione della musica popolare, dove a farla da padrone sono le innovazioni tecnologiche nel campo della registrazione e post-produzione oltre ad un nuovo approccio compositivo. Lo studio di registrazione diviene un vero e proprio “strumento” aggiuntivo, le cui potenzialità nel produrre suoni innovativi verrano perseguite d'ora in poi fino in fondo.
Significativa ancora una volta è l’esperienza dei Beatles che impiegarono un solo giorno per registrare il loro primo album “Please, Please me” nel 1963; contro le 700 ore di sessione in studio, spalmate in più di sei mesi, solo quattro anni più tardi per il Sgt. Pepper ‘s Lonely Heart Club Band del 1967 (ottimo esempio di sound psichedelico, oltre che pietra miliare nella storia della musica).
Il carattere enigmatico ed etereo di certa musica psichedelica era sicuramente favorito da tutta una serie di nuove tecniche di manipolazione del suono quali ad esempio il reverse effect, il phasing , il filtraggio e la compressione di strumenti e voci oltre ovviamente ai ben noti effetti distorti su chitarre e tastiere. Non ultimo inizia a farsi largo anche l’utilizzo di una ampia gamma di suoni di ogni genere pre-registrati.
Anche la palette di strumenti musicali a disposizione si accresce e si assiste al ritorno prepotente delle tastiere, in particolare elettriche, che sembravano aver perduto importanza nella considerazione  dei musicisti.
L’organo Hammond associa il proprio marchio e soprattutto il proprio sound con alcune delle migliori band dell’ epoca quali Doors, Deep Purple, Traffic e moltre altre.
Fa la sua comparsa in questo periodo lo strumento principe del progressive rock anni ’70 ovvero il Mellotron, primo esempio di campionatore polifonico con il quale era possibile riprodurre una grande varietà di strumenti se non una vera e propria orchestra.    

Sempre con l’epopea psichedelica nasce il concetto di progetto grafico che accompagna la pubblicazione di un disco. La semplice foto di copertina dell’artista in questione, lascia il passo a immagini distorte, colori sgargianti, arditi fotomontaggi e in qualche caso anche a veri e propri dipinti eseguiti da artisti, che lasciano presagire quello che è il contenuto musicale di un disco. Come esempio significativo rimando alla copertina di Sgt. Pepper’s dei Beatles di cui ho parlato in un articolo precedente, in quanto esempio clamoroso anche se sarebbero tante le copertine (e soprattutto i manifesti dei concerti!) degne di essere ricordate.

              

La ventata anticonformista degli anni ’60 è stata accompagnata e sorretta, spesso, da un interesse diffuso per culture diverse da quella occidentale dominante. La musica rock non è da meno ed inizia ad attingere a piene mani da culture musicali lontane. In particolare è quella indiana che provoca le maggiori suggestioni e sempre fra i primi entusiasti sostenitori ritroviamo nuovamente i Beatles in particolare nella persona di George Harrison.  Iniziano allora a comparire strumenti musicali indiani come il tabla, il tambura e soprattutto il sitar, uno strumento a corde che ancora oggi ogni buon chitarrista che si rispetti non si può esimere dal suonare prima o poi in carriera. Anche la struttura musicale di un numero sempre maggiore di brani prende a prestito elementi tipici di questa cultura lontana come lunghi passaggi di improvvisazione strumentale oltre che ritmi e tempi sincopati ed inusuali.  Un tipico esempio del genere è ad esempio The End dei Doors.   

Il periodo d'oro del sound psichedelico è sicuramente il biennio 1966-68 ma gli effetti benefici si sentono ancora oggi. Momento fondamentale per l’evoluzione della musica rock indica decisamente la direzione musicale per il decennio successivo. L’anima più sperimentale sfocierà direttamente nel progressive rock, tanto che il confine è spesso molto labile fra i due generi; l’anima più “pesante”, invece segnerà le coordinate di riferimento per l’ Hard Rock di gruppi come i Led Zeppelin, i Black Sabbath e i Deep Purple per citarne alcuni. 

           

Track-List Psichedelica:

Qui di seguito c’è una serie di pezzi che possono essere significativi del genere. Alcuni li conoscevo già da un pezzo, altri mi sono divertito a scoprirli anch’io in questi giorni per la prima volta.
La lista è molto eterogenea per cercare di rendere le molte sfaccettature. Chi avrà voglia di ascoltare qualcuno dei brani potrà avere un'idea di questo filone musicale oltre che provare puro divertimento spero.
I pezzi da “90” che consiglio solo a coloro dotati di ottime doti di resistenza sono: Interstellar Overdrive dei Pink Floyd, Dark Star dei Grateful Dead, The End dei Doors e Spare Chaynge dei Jefferson Airplane.

13th Floor Elevator - You're gonna miss me
Amboy Dukes - Journey to the center of the mind
Beach Boys - Good Vibrations
Beatles - A day in the life
Beatles - I am the walrus
Beatles - Tomorrow never knows
Beatles - Lucy in the sky with diamonds
Beatles – Hey Bulldog
Black Sabbath - Planet Caravan
Blue Cheer - Summertime Blues
Byrds  - Eight miles high
Captain Beefheart - Safe as milk
Country Joe & the Fish - Pat's song
Country Joe & the Fish - Magoo
Cream - Sunshine of your love
Cream - Strange Brew
Cream - Tales of Brave Ulysses
Deep Purple - Shield
Donovan - Sunshine Superman
Doors - The End
Doors - Strange Days
Eric Burdon & the Animals - Sky Pilot
Grateful Dead - Dark Star
Iron Butterfly - Iron Butterfly Theme
Jefferson Airplane - Lather
Jefferson Airplane - White Rabbit
Jefferson Airplane - Spare Chaynge
Jimi Hendrix - Are you experienced
Kaleidoscope - Keep your mind open
Love - The red telephone
Pink Floyd - Arnold Layne
Pink Floyd - See Emily Play
Pink Floyd - Interstellar Overdrive
Pink Floyd - Astronomy domine
Rolling Stones - She's a rainbow
Soft Machine - A Joy of toy
Traffic - Dear Mr. Fantasy
Traffic - Paper Sun
Traffic - Heaven is in your mind
United States of America - Cloud Song
United States of America - The American Metaphysical circus
Yardbirds - Rack my mind
Zombies - Time of the season

 

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Musica

Si avvicinano le Olimpiadi - Rémi Gaillard

by Alex 3/20/2008 - 7:00 PM

I giochi olimpici di Pechino 2008 si stanno avvicinando, nell'attesa, prendendo spunto da un video inviatomi da un amico (grazie Francesco), vi presento dei video divertenti realizzati da un francese di nome Rémi Gaillard, molto famoso oltralpe. I video qui presenti sono legati in qualche maniera alla mia passione, lo sport. Molti altri li potete trovare sul sito ufficiale di Rémi: http://www.nimportequi.com/

Si parte col Decathlon:



Per arrivare alla ginnastica artistica:



Una intrusione in una partita di tennis col grande Yannick Noah:



Infine un video divertentissimo sempre legato allo sport ma riguardante il grande Rocky Balboa: 

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Video | Web

GMail - La posta elettronica secondo Google

by Alex 3/10/2008 - 6:37 AM

Alzi la mano chi non conosce Google, il nostro motore di ricerca preferito. Era il 1998 quando Larry Page e Sergey Brin, due studenti della universita' di Stanford, fondarono l'azienda che in pochi anni sarebbe diventata forse la piu' grossa realta' del web. Realta' che sforna servizi web uno dietro l'altro (segnalo Google Maps, Google News, Picasa).

In questo articolo pero' voglio solo parlarvi di GMail (Google Mail), l'account email che ha cambiato al sottoscritto il modo di gestire la posta elettronica.

Innanzitutto segnalo la cosa piu' importante. In oltre tre anni, a differenza della mia bicicletta, non mi ha praticamente lasciato mai a piedi, nel senso che pur essendo un servizio gratuito, non ho mai avuto alcun problema di email perse, problemi di accesso od altri disservizi. Sinceramente ne ho avuti di piu' con altre caselle di posta commerciali, quindi servizi forniti a pagamento.
La particolarita' che all'epoca del lancio del servizio incuriosi' gli utenti del web era lo spazio praticamente illimitato che veniva offerto da Google (all'epoca 2 GigaBytes); questo specchietto per le allodole (vi sfido a riempire la vostra casella con tutto quello spazio) ha avuto pero' il pregio di aver attirato un sacco di utenti verso un servizio che all'epoca mi e' apparso rivoluzionario. L'approccio alle email memorizzate sul server e' stato reso simile a quello del famoso motore di ricerca. E' infatti possibile effettuare ricerche sui termini delle email, testo, utente, oggetto, e queste ci vengono presentate come un risultato di una ricerca sul web, con tanto di anteprima del testo della email; ma il vero punto di forza per me e' che le email relative ad una conversazione (quindi tutte le varie risposte alla email originaria), ci vengono presentate raggruppate insieme, dando una visione di insieme dell'intera conversazione. L'interfaccia utente con la quale gestiamo le email era quanto di piu' moderno in ambito web si era mai visto; piccola nota di carattere tecnico (e nota di merito per gli sviluppatori di Google) relativa all'interfaccia web: proprio grazie a questo servizio il team di sviluppatori del sito ha mostrato al mondo intero come utilizzare le attuali tecniche di progettazione web (AJAX) per creare una interfaccia moderna ed interattiva (chiamato Web 2.0) che molto si avvicina a quella delle classiche applicazioni desktop.

Ovviamente i pregi di Gmail non finiscono qui. Intanto avremo sempre archiviate sul server tutte le nostre email e quindi disponibili da qualsiasi parte del mondo ci troviamo, senza pensieri di spazio, dato l'elevatissimo spazio a disposizione; poi avremo a disposizione un ottimo filtro anti spam, ottimo anche perche' nel caso ci arrivi una email di spam non rilevata, e' possibile segnalarla immediatamente a Google contribuendo cosi' ad aggiornare il filtro stesso; altra importante funzionalita' e' che in fase di scrittura di una email e' presente un sistema automatico di salvataggio della bozza per non perdere quanto scritto in caso di chiusura del browser. Particolare importante per un precisino come me, e' presente un ottimo spell checker (controllo ortografico).

La casella di posta e' poi altamente configurabile; e' possibile importare la lista dei vostri contatti, scaricare le email di altri account esterni (POP3), scaricare la posta sul vostro PC tramite POP3 (quindi tramite il vostro email client preferito, Thunderbird, Outlook Express etc.) per avere le email archiviate su PC e/o sul web, creare dei filtri sulla posta in arrivo, evidenziare le email speciali, creare dei TAG per evidenziare alcune email (ad esempio quelle provenienti da un determinato utente/newsletter), c'e' persino una chat per messaggiare con gli altri utenti GMail.

Difetti ? Un paio ne ho rilevati. Non e' possibile chiedere una conferma di lettura (sebbene io non la usi quasi mai, dato che comunque l'utente che riceve la email potrebbe per scelta non rispondere alla richiesta di lettura...) e non e' possibile creare delle cartelle per suddividere le email ricevute (particolare che comunque non sono abituato ad utilizzare dato che tengo le email separate per account di posta).

Utilissimo poi il GMail Notifier, una piccola applicazione nella traybar che si occupa di segnalarci la nuova posta in arrivo. Io consiglio ovviamente l'alternativa, l'estensione per FireFox Gmail Notifier gia' segnalatavi in questo articolo, che permette fra l'altro di gestire account multipli.

L'account Gmail fra l'altro vi permettera' di usufruire dei vari servizi di Google, fra qui quelli segnalati ad inizio articolo; attualmente sto per testare una novita' che sembra promettere bene, il Google Notebook per tener nota del testo, le immagini e i link presenti nelle pagine web direttamente dalla finestra del browser. Vi faro' sapere cosa ne penso se lo riterro' interessante.

A questo punto non vi resta che testare il servizio registrandovi qui. Spero di inserire presto il vostro nuovo account nella mia rubrica personale ;-)

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Software | Web

Guitar Heroes : Chitarristi Leggendari

by Marco 3/6/2008 - 11:17 PM

 

Da tempo sentivo la necessità di compilare una lista con la quale rendere omaggio ad alcuni dei più grandi interpreti dello strumento principe della musica rock e non solo: la chitarra.


Nessuno strumento hai mai attirato la mia attenzione e stimolato la mia fantasia più della chitarra; così piccolo e dalle forme ora sinuose, ora spigolose; in grado di suonare arie celestiali o vortici infernali.
Frank Zappa (che è stato uno dei più grandi chitarristi di tutti i tempi - ndr.) diceva a proposito :” Ecco uno strumento capace di vomitare vere oscenità. Se mai esiste un suono osceno, questo non può che uscire da una chitarra. Con un sassofono puoi sdilinquirti, con un basso puoi essere volgare ma con una chitarra puoi apparire veramente osceno. Siamo obiettivi: Può essere il marchingegno più blasfemo sulla faccia della terra. Ed è questo quello che amo!”*

Brevissimo excursus...

La chitarra in versione acustica esiste da diversi secoli ed ha sempre trovato un posto di primo piano nella musica popolare, più raramente nella musica classica. I modelli attuali sono in realtà il frutto di una costante e lunghissima evoluzione a partire da alcuni strumenti progenitori a corde assimilabili a chitarre.La chitarra in versione elettrica, pur non essendo appannaggio esclusivo della musica rock ne è l’icona inconfondibile. Nella nascita e sviluppo della musica rock, una vera e propria rivoluzione inizia con i primi esperimenti- riusciti per fortuna- di amplificazione elettrica di questo strumento. Nessun altro strumento si prestava ad essere amplificato così bene e così semplicemente come la chitarra tanto che nel dopoguerra, in breve tempo,sarà disponibile a prezzi accessibili.
Perché scomodare un’intera orchestra, quando inserendo una spina in un amplificatore potevi produrre molto più volume di suono?
Altra arma vincente per l’affermazione della chitarra elettrica nei complessi musicali degli albori della storia del rock, fu anche il fatto che,  grazie all’amplificazione sempre più potente e ai vari effetti applicati, riusciva a coprire magnificamente il fastidioso rumore di fondo delle vecchie registrazioni mono, a dispetto di altri strumenti dal suono più delicato come il pianoforte o il sax.
 

 Per quanto riguarda la mia esperienza personale, in seguito ad una combinazione sfavorevole di eventi, non ho mai iniziato a suonare questo strumento come si deve.  A nulla sono valsi i tentativi da autodidatta compiuti in età pur propizia all’epoca del liceo, i cui risultati furono a dir poco patetici.  Questo è forse il più grande rimpianto della mia vita cui cerco di porvi rimedio ascoltando i pezzi degli artisti di cui sotto. Grazie alla loro musica mi rinfranco lo spirito e l’anima ed al tempo stesso mi convinco ogni volta di più che tanto non sarei mai stato in grado di acquisire neanche una centesima parte della loro arte  e sono al sicuro dal ritentare.

 

And now… la lista vera e propria.

Potrebbe sembrare una lista della spesa, in realtà non lo è. Prima ho pensato di mettere un elenco di grandi chitarristi in ordine alfabetico, alcuni dei quali famosi, altri meno ma nondimeno bravi ed influenti.
Poi per stimolare un po’ la fantasia ho inserito una Top Ten, ovvero i miei chitarristi preferiti, i guitar gods come li chiamano oltreoceano, artisti il cui nome è  scritto col ferro e col fuoco nella storia della musica.

Ovviamente il giudizio è personale, ma spero che tutti concorderemo almeno con il numero 1.
Per sapere chi è scorrete la lista...

 Guitar Heroes:

in corsivo il gruppo musicale a cui hanno legato il loro nome ed in molti casi il loro successo


Duane Allman – Allman Brothers Band

Martin Barre – Jethro Tull

Chuck Berry

Ritchie Blackmore – Deep Purple, Rainbow, Blackmore’s night

Billy Corgan – Smashing Pumpkins

Robben Ford

Robert Cray

Rory Gallagher

Paul Gilbert

Peter Green

Buddy Guy

George Harrison - Beatles

Ben Harper

Steve Howe - Yes

Tony Iommi Black Sabbath

B.B. King

Mark Knofler – Dire Straits

Robbie Krieger - Doors

Alvin Lee – Ten Years After

Alex Lifeson - Rush

Yngwie Malmsteen

Brian May – Queen

Ronnie Montrose

Gary Moore

Steve Morse – Dixie Dregs, Deep Purple

Ted Nugent

John Petrucci – Dream Theater

Joe Perry - Aerosmith

Gary Rossington – Lynyrd Skynyrd

Michael Schenker - UFO

Slash – Guns’n’Roses

Pete Townshend – Who

Eddie Van Halen – Van Halen

Jack White – White Stripes

Steven Wilson – Porcupine Tree

Zakk Wylde

Angus Young – AC/DC

Neil Young

Guitar Gods: Non uomini bensì leggende...

 

10.  Steve Ray Vaughan

 

9.    Carlos Santana

 

8.    Frank Zappa

 

7.    Jeff Beck

 

6.    David Gilmour - Pink Floyd

 

5.    Eric Clapton

 

4.    Jimmy Page - Led Zeppelin

 

3.    Joe Satriani

2.    Steve Vai

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. .... poteva esserci qualche dubbio? L'unico, il solo, il vero dio delle sei corde...

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1.  Jimi Hendrix

 

 

 

Appendice.

Per non apparire come il solito esterofilo riporto anche una lista di bravissimi chitarristi italiani, presentati nel bel libro del giornalista Paolo Battigelli : "Guitar Heroes, ritratti di 100 chitarristi leggendari" , da cui ho tratto il titolo di questo articolo e la citazione di Frank Zappa.

 

Chitarre d'Italia:

Dodi Battaglia- Pooh 

Andrea Braido - Vasco Rossi

Pino Daniele

Nico di Palo - New Trolls

Franco Mussida - P.F.M.

Alberto Radius

Federico "Ghigo" Renzulli - Litfiba

Maurizio Solieri - Vasco Rossi 

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