Dopo aver introdotto i migliori interpreti delle sei corde, non poteva mancare una doverosa rassegna sui migliori assoli di chitarra elettrica di sempre.
Prima di passare alla top ten urge una premessa che sento doverosa.
L'assolo di chitarra è per me un momento imprescindibile nella musica rock; rappresenta l'apice nell'esperienza di questo genere musicale. E' il momento in cui l'irrazionalità e l'improvvisazione prendono il sopravvento sul calcolo e sulla melodia.
Uno dei motivi che non mi fa apprezzare molta musica rock odierna è la pressochè totale assenza di assoli di chitarra. Molti potranno sembrare all'apparenza i motivi di questa scelta artistica, ma il vero motivo sono le ferree leggi di un mercato che reputa oltremodo scandaloso che un pezzo duri più di quattro minuti. In un mondo dominato dalla tecnologia e da milioni di bites che si trasferiscono in una frazione di secondo da un capo all'altro del mondo chi ha più tempo per "ascoltare" la musica, per lasciarsi incantare da un vortice sublime di note?
Il risultato è che molta musica prodotta oggi non può mai fuoriuscire dai binari tracciati dal proprio genere musicale, con il risultato che alla fine risulta inevitabilmente monotona e prevedibile.
Se è questo ciò che vi piace, allora non lo troverete nei dieci pezzi che costituiscono la mia Top Ten delle meraviglie:
10. Hotel
California - Eagles (Chitarristi : Joe
Walsh/Don Felder)
Delicata armonia nella musica ma testo assolutamente
inquietante, che volete di più. Il sogno americano è finito per sempre e si è
trasformato in un incubo claustrofobico.
9. Eruption - Van Halen (Chitarrista : Eddie Van Halen)
Un concentrato
di potenza sovrannaturale è ciò che sgorga in questo pezzo dalla chitarra di
Eddie Van Halen, uno dei chitarristi rock più influenti degli ultimi trent’anni.
8. Layla - Derek & The Dominos (Chitarrista : Eric Clapton/Duane Allman)
Il genio di Eric Clapton incontra quello del di lì a poco compianto Duane Allman e ciò che scaturisce lo potete ascoltare con le vostre orecchie.
7. Johnny B. Goode - Chuck Berry (Chitarrista : Chuck Berry)
C'è qualcosa di meraviglioso nel rock degli esordi anni '50 che non mi so spiegare. Sarà perchè ascoltandolo ci si guadagnava una bella scomunica oltre ad un biglietto di sola andata per l'inferno?
6. Crossroads - Cream (Chitarrista : Eric Clapton)
Vecchissimo pezzo di Robert Johnson portato a nuovo splendore dai Cream. In questo pezzo, oltre alla formidabile la chitarra di Eric "slowhand" Clapton, c'è un giro di basso micidiale di Jack Bruce, roba da non credere!
5. Voodoo Chile - Jimi Hendrix (Chitarrista : Jimi Hendrix)
Ascoltando
questo pezzo del mitico Jimi si ha subito la sensazione di essere di fronte a
qualcosa di diverso, di sovrannaturale. E' un vortice infernale che proietta improvvisamente nel più blasfemo dei riti
pagani.
4. Stairway to heaven - Led Zeppelin (Chitarrista : Jimmy Page)
Nel
complesso è la più bella canzone rock che sia mai stata scritta. Bellissimo il
testo vagamente esoterico ispirato ai racconti di Tolkien, ancor più bella la
musica che nasce delicatissima all’inizio e in un crescendo inesorabile culmina
nell’ arcinoto assolo di Jimmy Page. Indelebilmente associata a questo pezzo
nelle esibizioni dal vivo è un altra icona della musica rock : la gibson a due manici.
3. Free Bird - Lynyrd Skynyrd (Chitarristi: Allen Collins/Gary Rossington)
Autentico inno alla libertà composto da una delle bands più scapestrate di sempre. La parte di noi che non può essere imprigionata vola letteralmente via sulle note dell'assolo finale.
2. All along the watchtower - Jimi Hendrix (Chitarrista : Jimi Hendrix)
Cover di una famosissima canzone di Bob Dylan, Hendrix
riesce in un impresa impossibile: eclissare l’originale con un’interpretazione
assolutamente unica. Quella che era già una bella canzone diviene un capolavoro assoluto nonchè un vero e proprio
tripudio sonoro psichedelico.
1. Comfortably numb - Pink Floyd (Chitarrista : David Gilmour)
David Gilmour non è forse il chitarrista più dotato che
abbia calcato le scene del rock eppure quello che ci ha lasciato in questo
pezzo va oltre l’immaginabile.
La musica è misteriosa ed evocativa, il testo inquietante e
oscuro come nella migliore tradizione dei Pink Floyd. L’assolo finale di
chitarra è poi qualcosa che il mio intelletto di semplice essere umano può a
mala pena comprendere. Una progressione di note favolose, via via sempre più
acute e quando sembra tutto finito ecco piazzato un altro acuto micidiale che
nelle esibizioni dal vivo corrisponde con l’esplosione dei fuochi d’artificio.
Musicisti in grado di suonare begli assoli di di chitarra ce ne sono
anche troppi in giro, quelli in grado di toccare veramente il cuore con la musica sono veramente pochi purtroppo. David Gilmour è uno di questi.