Karlovy Vary 2008 - Furia Ceca !

by Alex 8/20/2008 - 10:00 AM

Chiedo scusa ad i miei assidui visitatori per il ritardo con cui scrivo questa recensione, ma durante le ferie la voglia di accendere il computer e' sotto i tacchi :-).

Eccomi di ritorno dalla mia prima esperienza al di fuori dei confini nazionali. Esperienza tutto sommato positiva perche' quando si va in ferie e' sempre tutto di guadagnato :-). Partiamo con un pesante ritardo con la fiammante Alfa 159 degli Ussi bros, causa un disguido (leggasi inefficienza) in Fitri circa l'iscrizione di Ale alla gara di Coppa Europa, arriviamo in Repubblica Ceca (dopo un temporale di due ore in Austria che ci costringe ai 60Km/h in autostrada) a notte fonda dove il proprietario americano dell'ostello che abbiamo prenotato e' ad aspettarci mezzo ubriaco in un pub, e pensare che ero preoccupato per l'orario di arrivo, alla fine siamo andati a letto prima noi.

Il mattino seguente ci alziamo tardi e decidiamo di andare a Karlovy Vary, sede delle nostre gare, la Open del Sabato di noi poveri atleti amatoriali (io e Marco) e la ITU dell'atleta serio. Karlovy e' una bella cittadina nella parte ovest della Rep.Ceca, in una zona collinare molto verde e fresca, ad ad attenderci un po' di pioggia ed una temperatura sotto i 20 gradi che non lascia ben sperare nell'indomani. Passeggiamo un po' per il centro senza alcuna meta prendendo le misure con la nuova cultura, poi andiamo a visionare il campo di gara della prova natatoria, il Rolava Lake. Serata tranquilla pre gara con cena a base di pasta portata dall'Italia e birrozzo finale prima di andare a letto.

Il risveglio meteorologico non e' dei migliori: fa freddo per essere Agosto, intorno ai 15° ma non piove, per fortuna la gara e' alle 15 e dopo una colazione ricca di carboidrati ci spostiamo sul campo di gara. L'organizzazione e' ottima, l'intero percorso in bici e corsa e' transennato, ci spostiamo nel campo gara del nuoto e troviamo il pontoon gia' pronto per le nostre epiche gesta. Prepariamo tutto il necessario, indosso per la prima volta la muta in vita mia (ringrazio Nicola per il prestito); la muta e' decisamente oversize, mi entra anche un po' d'acqua dalle braccia, ma non ne ho trovata una di taglia piu' piccola. Provo il lago e la senzazione di maggiore galleggamento e di protezione dal freddo e' immediata, non altrettanto posso dire di quella riguardante la mia forma fisica :-). Pochi minuti al via, esco ed attendo tranquillo il suono dello starter accanto al mio compagno del Baléna Marco, il pontoon e' sovraffollato, molti i partenti, io ho il numero 143. Al via solito casino con cazzotti calci e quant'altro, la mia ignoranza italica fa si che io non sia preoccupato ma come al solito in acque libere non ci capisco un cavolo sbagliando spesso traettoria e rimandendo staccato anche da nuotatori decisamente alla mia portata. Alla fine della frazione a nuoto ho ancora diversi atleti dietro di me, meno male.

T1 difficoltosa, la muta non si sfila molto facilmente, mi metto il caschetto con gli occhiali dentro :-|, alla fine riesco a partire ed inizia la sofferenza della frazione in bici. Subito uno strappo in salita per raggiungere il centro di Karlovy Vary che arriva dopo 5km, poi un circuito di 5km per le strade del centro da ripetere tre volte con l'unico tratto pianeggiante in pave' :-|. Sapevo della presenza di uno strappo in salita, ma quando mi si e' presentato davanti mi e' preso un colpo: una rampaccia maledetta di oltre il 10% di un centinaio di metri (forse) anche se a me sono parsi un migliaio. Gia' le gambe non giraveno un tubo, ci si e' messa anche la testa a pedalare all'incontrario e da li' in poi e' stato un calvario. Volevo ritirarmi ma ho tenuto duro anche per i giri successivi, non potevo aver fatto un migliaio di km per arrivare quassu' e tornare sonoramente sconfitto nel corpo e nell'anima. Tenendo duro quindi ho concluso in solitaria tutti e tre i giri con un imbarazzante ruolino di marcia pari a zero leggasi ZERO sorpassi effettuati e svariati sorpassi subiti, nonche' diversi doppiaggi.

La corsa era in teoria la frazione meno allenata, ed in effetti la prima meta' e' stata dura, molto dura. Poi piano piano, una volta ripristinata la circolazione sanguigna alle dita dei piedi che nella bici mi si erano addormentate, ho cominciato a far girare le gambe recuperando un paio di posizioni, meglio che niente :-). L'arrivo e' stato simpatico con lo speaker che ha urlato nel microfono: "Buongiorno Alessandro Tobaldo !".
Il risultato finale parla chiaro: non e' stata la mia gara migliore, la classifica finale che trovate cliccando qui, dice 76esimo su 84 arrivati, nono su 13 della mia categoria, piu' qualche ritirato. Non voglio proprio lamentarmi, per diversi tratti ho temuto di essere ultimo staccato, e poi l'anno passato in una giornata simile a Revine Lago era finita assai peggio. Marco invece se la cava meglio precedendomi di ben 5 minuti che gli sono valsi una leggera miglior posizione in classifica.

Il giorno successivo e' stata la volta di Alessandro, l'atleta serio. La giornata e' bella ed un po' piu' calda, la frazione in lago e' per loro senza muta. La sfida e' durissima, il parco partenti e' nutrito e assai competitivo. Ale esce bene dall'acqua ed entra nel terzo gruppo in bici, frazione in cui forse poteva osare di piu' visto che sembrava avere una buona gamba. Finisce con una discreta frazione a corsa che lo piazza al 45esimo posto nella gara vinta dal francese Dodet davanti al russo Parienko ed al tedesco Zoell. I miei complimenti ad Ale che e' riuscito a lottare con degli atleti davvero competitivi e forti, cosa che nel panorama italiano capita di rado. Anche questo e' tutta esperienza che si tradurra' in sempre migliori prestazioni in futuro, ne sono sicuro.
Nella gara femminile trionfa Helle frederiksen, splendida atleta danese con una corsa veramente superlativa.

Il resoconto della trasferta e' positivo, ricordero' sicuramente in ordine sparso: la fantastica birra ceca (io ero innamorato della scura), l'acqua Mattoni sponsor della manifestazione, gli onnipresenti cartelli Pozor!, gli ubriachi presenti in ogni locale che si rispetti,gli americani conosciuti all'ostello e la vincitrice della gara di Coppa Europa :-).
Cosa dimentichero' in fretta: i tamarrissimi tifosi della gara di coppa del mondo di motocross, la sconfitta a calcio balilla subita dagli americani che usavano ganci e zeppe, il pub con la tavola di legno al posto della porta, il maledetto temporale al viaggio di andata, la cameriera del ristorante che non capiva nemmeno Thank you e mi guardava sempre male. 

Nella galleria le foto di questa trasferta ceca, delle gare e di qualche scorcio delle nostre rapide visite.

   

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Aquathlon Viareggio 04-08-2008 - Multipower

by Alex 8/4/2008 - 3:00 PM

Finalmente dopo il lungo stop sono riuscito, quasi con la sola forza della volonta', a partecipare e terminare una gara. L'aquathlon promozionale di Viareggio e' gareggiato su distanze atipiche; 1000mt di nuoto in mare e 2.5km a corsa, il rapporto e' a chiaro vantaggio dei nuotatori, visti i tempi di percorrenza delle varie frazioni, esattamente l'opposto di quanto accade nel triathlon.

In base a questo avrei dovuto risultarne avvantaggiato, visto che la corsa e' a dir poco sotto allenata con i miei 3 allenamenti in due mesi. Invece ho sofferto molto di piu' a nuoto. C'e' poco da fare, il nuoto in acque libere, in particolare in mare, e' tutto un altro sport. Dimentichiamoci le acque limpide con la nostra linea blu per tenere la traettoria, le partenze accordate in fila indiana, inseriamoci il moto ondoso, le correnti, l'acqua salata. Tutti fattori che non riesco a digerire. Fai 4 bracciate, alzi la testa e (se la vedi) la boa e' alla tua sinistra, ne fai altre 4 e te la ritrovi alla tua destra. Insomma, in poche parole, mi sembra di essere completamente negato. Ovviamente con l'allenamento si potrebbe migliorare, ma tanto a nuotare in mare non ci vado mai, quindi va come va. Cerchero' con il lanternino i triahlon in piscina. STOP.

La giornata e' cominciata in maniera molto grintosa, con io che scendo dalla macchina minaccioso verso un furbacchione contromano che voleva fotterci l'unico posto nel parcheggio che avevamo trovato. Sbrigata la inattesa pratica grazie al mio possente fisico, ci iscriviamo e ci procuriamo subito un ombrellone data la temperatura bel oltre i 30°. I quattro alfieri che oltre al sottoscritto si sono gettati in questa avventura sono "Whiteman" Marco, "Multipower" Fabrizio, "Desaparecido" Alessandro e "Olympic" Roberto.  Ci prepariamo fisicamente con una piccola nuotata nel torbido mare viareggino alla ricerca di meduse che per fortuna non sono presenti, e psicologicamente con una miriade di cacchiate sparate a raffica per stemperare la tensione.

Il percorso in mare prevede due giri con diagonalone fantozziano al secondo giro. Quello a corsa un drittone sterrato all'ombra della pineta con giro di boa e ritorno. Solita pessima partenza del sottoscritto in acque libere, come al solito non ci capisco un cacchio, mazzate varie e rotta subito sbagliata. L'acqua e' calda e si sta dimolto bene, peccato che ci sono da fare 1000mt, e la cosa mi frena psicologicamente. Il mare e' un pochino movimentato, ma non troppo, basta pero' per farmi incasinare continuamente. Non mantengo la giusta rotta neanche a pregare, mi faccio staccare subito dal gruppone con una partenza soft ed il resto e' sofferenza, soprattutto all'inizio del secondo giro, nel tratto a piedi dove l'acqua e' bassa, dove ho anche un principio di "problemi digestivi". Decido di tenere duro e proseguo imperterrito scambiando la boa che era alla partenza con quella dell'uscita, per fortuna qualcosa non mi tornava e riesco a raddrizzare presto la rotta. Alla fine avro' fatto 200mt in piu', pazienza mi dico, tanto un allenamento doveva essere e cosi' e' stato, anche piuttosto faticoso.

La corsa mi preoccupava per il noto infortunio. In zona cambio me la prendo comoda, cosi' da serrare bene la scarpa, voglio minimizzare al massimo le possibilita' di recidiva e preferisco perdere 15 secondi che ritroncarmi di nuovo. Parto con attenzione viste le zone sabbiose che attraversiamo, poi piano piano prendo il mio ritmo fino al giro di boa dove decido di testare la caviglia allungando decisamente il passo in progressione. Alla fine ne passo un paio e non vengo passato da nessuno, la caviglia non ha fatto male e posso ritenermi soddisfatto nonostante il pessimo 22° posto su 29 partecipanti.

La classifica interna ha rispettato i valori del pronostico, anche se resto sorpreso da Fabrizio che ha retto benissimo a corsa nonostante fosse da un anno che non praticava questa disciplina. Quindi per ricapitolare Fabrizio 17°, Marco 20°, io 22°, Alessandro 27° e Roberto 28°. Per chi non ci conoscesse, siamo tutti "amatori" dello sport, non andiamo alla ricerca di niente se non benessere e divertimento. Quindi trasferta prolifica anche e soprattutto per il dopo gara a cena e a fare un drink "sul marciapiède" in compagnia.

Sono felice di questo test perche' sebbene la caviglia non sia ancora a posto, soprattutto a nuoto, e la corsa sia decisamente deficitaria, parto per la Repubblica Ceca (Karlovy Vary) con la convinzione di poter finire il triathon Sprint Open che mi aspetta Sabato prossimo (insieme a tanta tanta birra ceca).

Nella galleria le foto di questa bella giornata.

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