Domenica scorsa mi sono recato a casa dei miei per il solito pranzo domenicale, esco da casa mia ed un confortante sole (non mi ricordavo nemmeno come fosse fatto :-) mi ricorda l'avvicinarsi della stagione mite. Durante il tragitto una idea malsana mi balena in mente: e se saltassi il pranzo ? Detta cosi' sembra davvero malsana, in realta' le intenzioni erano ben altre.
Arrivo a casa ed entro nella stanza dove ad ottobre era stata depositata in letargo la mia povera Bianchi, la guardo, lei contraccambia con sguardo implorante e non le so dire di no :-). Si parte !
Gonfio le gomme a poco piu' di 7 Bar per non renderla troppo rigida, mi vesto senza esagerare dati i 16° esterni e parto, cercando di ricordarmi come si fa a pedalare. Il giro e' il classico Anchione - Vione - Crocialoni - Vedute and back. I caldi raggi solari mi confortano da subito in questa improvvisazione priva di alcuna preparazione fisica/psicologica, in solitaria mi appresto a tenere duro perche' so cosa significa per me ricominciare dopo questo lungo stop. Le gambe sono dure, disabituate, ovviamente evito qualsiasi velleita' velocistica ma decido nonostante tutto di affrontare il mitico passo del Crocialoni, 450mt di pura pendenza che riesco a scalare con estrema agilita' :-).
Tutta la pedalata e' stata tranquilla come dimostrano i 25Km/h di media per un totale di 40km; sono soddisfatto perche' ero partito con l'intenzione di farne una decina in meno, ma come al solito mi lascio guidare dalle sensazioni. Del giretto mi restano, in rigoroso ordine decrescente di intensita':
- Il dolore al fondoschiena negli ultimi 10Km
- I profumi della primavera alle porte
- I caldi raggi solari
- Il sapore del Multipower della borraccia
- La voglia di risalire in sella, magari in compagnia !
Da adesso in poi spero di scrivere piu' rendiconti delle mie giornate di allenamento, occorre soprattutto ricominciare a correre, grosso handicap della mia scorsa stagione del triathlon !