Assoli, Assoli ed ancora Assoli: I migliori di sempre

by Marco 4/11/2008 - 2:41 PM

Dopo aver introdotto i migliori interpreti delle sei corde, non poteva mancare una doverosa rassegna sui migliori assoli di chitarra elettrica di sempre.
Prima di passare alla top ten urge  una premessa che sento doverosa.
L'assolo di chitarra è per me un momento imprescindibile nella musica rock; rappresenta l'apice nell'esperienza di questo genere musicale. E' il momento in cui l'irrazionalità e l'improvvisazione prendono il sopravvento sul calcolo e sulla melodia.
Uno dei motivi che non mi fa apprezzare molta musica rock odierna è la pressochè totale assenza di assoli di chitarra. Molti potranno sembrare all'apparenza i motivi di questa scelta artistica, ma il vero motivo sono le ferree leggi di un mercato che reputa oltremodo scandaloso che un pezzo duri più di quattro minuti. In un mondo dominato dalla tecnologia e da milioni di bites che si trasferiscono in una frazione di secondo da un capo all'altro del mondo chi ha più tempo per "ascoltare" la musica, per lasciarsi incantare da un vortice sublime di note?
Il risultato è che molta musica prodotta oggi non può mai fuoriuscire dai binari tracciati dal proprio genere musicale, con il risultato che alla fine risulta inevitabilmente monotona e prevedibile.
Se è questo ciò che vi piace, allora non lo troverete nei dieci pezzi che costituiscono la mia Top Ten delle meraviglie:


10. Hotel California - Eagles  (Chitarristi : Joe Walsh/Don Felder)

Delicata armonia nella musica ma testo assolutamente inquietante, che volete di più. Il sogno americano è finito per sempre e si è trasformato in un incubo claustrofobico.

 

9. Eruption - Van Halen  (Chitarrista : Eddie Van Halen)
Un concentrato di potenza sovrannaturale è ciò che sgorga in questo pezzo dalla chitarra di Eddie Van Halen, uno dei chitarristi rock più influenti degli ultimi trent’anni.

 

8. Layla - Derek & The Dominos  (Chitarrista : Eric Clapton/Duane Allman)
Il genio di Eric Clapton incontra quello del di lì a poco compianto Duane Allman e ciò che scaturisce lo potete ascoltare con le vostre orecchie.

 

 

7. Johnny B. Goode - Chuck Berry  (Chitarrista : Chuck Berry)
C'è qualcosa di meraviglioso nel rock degli esordi anni '50 che non mi so spiegare. Sarà perchè ascoltandolo ci si guadagnava una bella scomunica oltre ad un biglietto di sola andata per l'inferno?

6. Crossroads - Cream (Chitarrista : Eric Clapton)
Vecchissimo pezzo di Robert Johnson  portato a nuovo splendore dai Cream. In questo pezzo, oltre alla formidabile la chitarra di Eric "slowhand" Clapton, c'è un giro di basso micidiale di Jack Bruce, roba da non credere!

 

5. Voodoo Chile - Jimi Hendrix  (Chitarrista  : Jimi Hendrix)
Ascoltando questo pezzo del mitico Jimi si ha subito la sensazione di essere di fronte a qualcosa di diverso, di sovrannaturale. E' un vortice infernale che proietta improvvisamente nel più blasfemo dei riti pagani.

 

4. Stairway to heaven - Led Zeppelin  (Chitarrista : Jimmy Page)
Nel complesso è la più bella canzone rock che sia mai stata scritta. Bellissimo il testo vagamente esoterico ispirato ai racconti di Tolkien, ancor più bella la musica che nasce delicatissima all’inizio e in un crescendo inesorabile culmina nell’ arcinoto assolo di Jimmy Page. Indelebilmente associata a questo pezzo nelle esibizioni dal vivo è un altra icona della musica rock : la gibson a due manici.

 

3. Free Bird - Lynyrd Skynyrd (Chitarristi: Allen Collins/Gary Rossington)
Autentico inno alla libertà composto da una delle bands più scapestrate di sempre. La parte di noi che non può essere imprigionata vola letteralmente via sulle note dell'assolo finale.

 

2. All along the watchtower - Jimi Hendrix (Chitarrista : Jimi Hendrix)
Cover di una famosissima canzone di Bob Dylan, Hendrix riesce in un impresa impossibile: eclissare l’originale con un’interpretazione assolutamente unica. Quella che era già una bella canzone diviene un capolavoro assoluto nonchè un vero e proprio tripudio sonoro psichedelico.

 

1. Comfortably numb - Pink Floyd (Chitarrista : David Gilmour)
David Gilmour non è forse il chitarrista più dotato che abbia calcato le scene del rock eppure quello che ci ha lasciato in questo pezzo va oltre l’immaginabile.
La musica è misteriosa ed evocativa, il testo inquietante e oscuro come nella migliore tradizione dei Pink Floyd. L’assolo finale di chitarra è poi qualcosa che il mio intelletto di semplice essere umano può a mala pena comprendere. Una progressione di note favolose, via via sempre più acute e quando sembra tutto finito ecco piazzato un altro acuto micidiale che nelle esibizioni dal vivo corrisponde con l’esplosione dei fuochi d’artificio.
Musicisti in grado di suonare begli assoli di di chitarra ce ne sono anche troppi in giro, quelli in grado di toccare veramente il cuore con la musica sono veramente pochi purtroppo. David Gilmour è uno di questi.

 

 

 

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Psichedelia tutte le teste ti porti via

by Marco 3/26/2008 - 2:22 PM

Psichedelia, ti fai gli acidi e poi sei in acido.
Psichedelia, ti fai le basi e poi sei basico.
E quanti bei colori, potere dei fiori, che bellooo…
E chimiche emozioni, mancate erezioni, che bellooo… lo stessooo…
Psichedelia, tutte le teste ti porti via, tutti i neuroni ti porti viaaa…
E quante le sinapsi, le pepsi, la stipsi. I raptus, i cactus, gli adepti…

.....

(Psichedelica - Elio e le storie tese)

Mi scuso per l’introduzione poco seria all’argomento, che invece è molto interessante, ma la tentazione di citare il “guru” Elio (tanto per restare in tema psichedelico) è stata troppo forte e non ho saputo resistere.
Da sempre sono un appassionato del sound un po’ ipnotico tipico della musica psichedelica ed allora perché non approfittarne per mettere un po’ di ordine fra le cose che so qua e là, con una bella ricerchina?

Innanzitutto il filone critico che vede la musica psichedelica principalmente come tentativo di replicare sul pentagramma lo stato mentalmente alterato prodotto da all’assunzione di droghe ed altre sostanze stupefacenti è a dir poco riduttivo.  Se è pur vero che buona parte dei musicisti che citerò non hanno mai fatto mistero di aver assunto sostanze stupefacenti almeno in qualche momento della loro carriera, ciò va inquadrato in un contesto ben più ampio, fortemente anti-conformista e culturalmente molto ispirato, come era quello che si viveva alla fine degli anni ’60.
A parte la fin troppo chiaccherata appendice chimica, il rock psichedelico costituisce un momento chiave nell’evoluzione della musica popolare, dove a farla da padrone sono le innovazioni tecnologiche nel campo della registrazione e post-produzione oltre ad un nuovo approccio compositivo. Lo studio di registrazione diviene un vero e proprio “strumento” aggiuntivo, le cui potenzialità nel produrre suoni innovativi verrano perseguite d'ora in poi fino in fondo.
Significativa ancora una volta è l’esperienza dei Beatles che impiegarono un solo giorno per registrare il loro primo album “Please, Please me” nel 1963; contro le 700 ore di sessione in studio, spalmate in più di sei mesi, solo quattro anni più tardi per il Sgt. Pepper ‘s Lonely Heart Club Band del 1967 (ottimo esempio di sound psichedelico, oltre che pietra miliare nella storia della musica).
Il carattere enigmatico ed etereo di certa musica psichedelica era sicuramente favorito da tutta una serie di nuove tecniche di manipolazione del suono quali ad esempio il reverse effect, il phasing , il filtraggio e la compressione di strumenti e voci oltre ovviamente ai ben noti effetti distorti su chitarre e tastiere. Non ultimo inizia a farsi largo anche l’utilizzo di una ampia gamma di suoni di ogni genere pre-registrati.
Anche la palette di strumenti musicali a disposizione si accresce e si assiste al ritorno prepotente delle tastiere, in particolare elettriche, che sembravano aver perduto importanza nella considerazione  dei musicisti.
L’organo Hammond associa il proprio marchio e soprattutto il proprio sound con alcune delle migliori band dell’ epoca quali Doors, Deep Purple, Traffic e moltre altre.
Fa la sua comparsa in questo periodo lo strumento principe del progressive rock anni ’70 ovvero il Mellotron, primo esempio di campionatore polifonico con il quale era possibile riprodurre una grande varietà di strumenti se non una vera e propria orchestra.    

Sempre con l’epopea psichedelica nasce il concetto di progetto grafico che accompagna la pubblicazione di un disco. La semplice foto di copertina dell’artista in questione, lascia il passo a immagini distorte, colori sgargianti, arditi fotomontaggi e in qualche caso anche a veri e propri dipinti eseguiti da artisti, che lasciano presagire quello che è il contenuto musicale di un disco. Come esempio significativo rimando alla copertina di Sgt. Pepper’s dei Beatles di cui ho parlato in un articolo precedente, in quanto esempio clamoroso anche se sarebbero tante le copertine (e soprattutto i manifesti dei concerti!) degne di essere ricordate.

              

La ventata anticonformista degli anni ’60 è stata accompagnata e sorretta, spesso, da un interesse diffuso per culture diverse da quella occidentale dominante. La musica rock non è da meno ed inizia ad attingere a piene mani da culture musicali lontane. In particolare è quella indiana che provoca le maggiori suggestioni e sempre fra i primi entusiasti sostenitori ritroviamo nuovamente i Beatles in particolare nella persona di George Harrison.  Iniziano allora a comparire strumenti musicali indiani come il tabla, il tambura e soprattutto il sitar, uno strumento a corde che ancora oggi ogni buon chitarrista che si rispetti non si può esimere dal suonare prima o poi in carriera. Anche la struttura musicale di un numero sempre maggiore di brani prende a prestito elementi tipici di questa cultura lontana come lunghi passaggi di improvvisazione strumentale oltre che ritmi e tempi sincopati ed inusuali.  Un tipico esempio del genere è ad esempio The End dei Doors.   

Il periodo d'oro del sound psichedelico è sicuramente il biennio 1966-68 ma gli effetti benefici si sentono ancora oggi. Momento fondamentale per l’evoluzione della musica rock indica decisamente la direzione musicale per il decennio successivo. L’anima più sperimentale sfocierà direttamente nel progressive rock, tanto che il confine è spesso molto labile fra i due generi; l’anima più “pesante”, invece segnerà le coordinate di riferimento per l’ Hard Rock di gruppi come i Led Zeppelin, i Black Sabbath e i Deep Purple per citarne alcuni. 

           

Track-List Psichedelica:

Qui di seguito c’è una serie di pezzi che possono essere significativi del genere. Alcuni li conoscevo già da un pezzo, altri mi sono divertito a scoprirli anch’io in questi giorni per la prima volta.
La lista è molto eterogenea per cercare di rendere le molte sfaccettature. Chi avrà voglia di ascoltare qualcuno dei brani potrà avere un'idea di questo filone musicale oltre che provare puro divertimento spero.
I pezzi da “90” che consiglio solo a coloro dotati di ottime doti di resistenza sono: Interstellar Overdrive dei Pink Floyd, Dark Star dei Grateful Dead, The End dei Doors e Spare Chaynge dei Jefferson Airplane.

13th Floor Elevator - You're gonna miss me
Amboy Dukes - Journey to the center of the mind
Beach Boys - Good Vibrations
Beatles - A day in the life
Beatles - I am the walrus
Beatles - Tomorrow never knows
Beatles - Lucy in the sky with diamonds
Beatles – Hey Bulldog
Black Sabbath - Planet Caravan
Blue Cheer - Summertime Blues
Byrds  - Eight miles high
Captain Beefheart - Safe as milk
Country Joe & the Fish - Pat's song
Country Joe & the Fish - Magoo
Cream - Sunshine of your love
Cream - Strange Brew
Cream - Tales of Brave Ulysses
Deep Purple - Shield
Donovan - Sunshine Superman
Doors - The End
Doors - Strange Days
Eric Burdon & the Animals - Sky Pilot
Grateful Dead - Dark Star
Iron Butterfly - Iron Butterfly Theme
Jefferson Airplane - Lather
Jefferson Airplane - White Rabbit
Jefferson Airplane - Spare Chaynge
Jimi Hendrix - Are you experienced
Kaleidoscope - Keep your mind open
Love - The red telephone
Pink Floyd - Arnold Layne
Pink Floyd - See Emily Play
Pink Floyd - Interstellar Overdrive
Pink Floyd - Astronomy domine
Rolling Stones - She's a rainbow
Soft Machine - A Joy of toy
Traffic - Dear Mr. Fantasy
Traffic - Paper Sun
Traffic - Heaven is in your mind
United States of America - Cloud Song
United States of America - The American Metaphysical circus
Yardbirds - Rack my mind
Zombies - Time of the season

 

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Guitar Heroes : Chitarristi Leggendari

by Marco 3/6/2008 - 11:17 PM

 

Da tempo sentivo la necessità di compilare una lista con la quale rendere omaggio ad alcuni dei più grandi interpreti dello strumento principe della musica rock e non solo: la chitarra.


Nessuno strumento hai mai attirato la mia attenzione e stimolato la mia fantasia più della chitarra; così piccolo e dalle forme ora sinuose, ora spigolose; in grado di suonare arie celestiali o vortici infernali.
Frank Zappa (che è stato uno dei più grandi chitarristi di tutti i tempi - ndr.) diceva a proposito :” Ecco uno strumento capace di vomitare vere oscenità. Se mai esiste un suono osceno, questo non può che uscire da una chitarra. Con un sassofono puoi sdilinquirti, con un basso puoi essere volgare ma con una chitarra puoi apparire veramente osceno. Siamo obiettivi: Può essere il marchingegno più blasfemo sulla faccia della terra. Ed è questo quello che amo!”*

Brevissimo excursus...

La chitarra in versione acustica esiste da diversi secoli ed ha sempre trovato un posto di primo piano nella musica popolare, più raramente nella musica classica. I modelli attuali sono in realtà il frutto di una costante e lunghissima evoluzione a partire da alcuni strumenti progenitori a corde assimilabili a chitarre.La chitarra in versione elettrica, pur non essendo appannaggio esclusivo della musica rock ne è l’icona inconfondibile. Nella nascita e sviluppo della musica rock, una vera e propria rivoluzione inizia con i primi esperimenti- riusciti per fortuna- di amplificazione elettrica di questo strumento. Nessun altro strumento si prestava ad essere amplificato così bene e così semplicemente come la chitarra tanto che nel dopoguerra, in breve tempo,sarà disponibile a prezzi accessibili.
Perché scomodare un’intera orchestra, quando inserendo una spina in un amplificatore potevi produrre molto più volume di suono?
Altra arma vincente per l’affermazione della chitarra elettrica nei complessi musicali degli albori della storia del rock, fu anche il fatto che,  grazie all’amplificazione sempre più potente e ai vari effetti applicati, riusciva a coprire magnificamente il fastidioso rumore di fondo delle vecchie registrazioni mono, a dispetto di altri strumenti dal suono più delicato come il pianoforte o il sax.
 

 Per quanto riguarda la mia esperienza personale, in seguito ad una combinazione sfavorevole di eventi, non ho mai iniziato a suonare questo strumento come si deve.  A nulla sono valsi i tentativi da autodidatta compiuti in età pur propizia all’epoca del liceo, i cui risultati furono a dir poco patetici.  Questo è forse il più grande rimpianto della mia vita cui cerco di porvi rimedio ascoltando i pezzi degli artisti di cui sotto. Grazie alla loro musica mi rinfranco lo spirito e l’anima ed al tempo stesso mi convinco ogni volta di più che tanto non sarei mai stato in grado di acquisire neanche una centesima parte della loro arte  e sono al sicuro dal ritentare.

 

And now… la lista vera e propria.

Potrebbe sembrare una lista della spesa, in realtà non lo è. Prima ho pensato di mettere un elenco di grandi chitarristi in ordine alfabetico, alcuni dei quali famosi, altri meno ma nondimeno bravi ed influenti.
Poi per stimolare un po’ la fantasia ho inserito una Top Ten, ovvero i miei chitarristi preferiti, i guitar gods come li chiamano oltreoceano, artisti il cui nome è  scritto col ferro e col fuoco nella storia della musica.

Ovviamente il giudizio è personale, ma spero che tutti concorderemo almeno con il numero 1.
Per sapere chi è scorrete la lista...

 Guitar Heroes:

in corsivo il gruppo musicale a cui hanno legato il loro nome ed in molti casi il loro successo


Duane Allman – Allman Brothers Band

Martin Barre – Jethro Tull

Chuck Berry

Ritchie Blackmore – Deep Purple, Rainbow, Blackmore’s night

Billy Corgan – Smashing Pumpkins

Robben Ford

Robert Cray

Rory Gallagher

Paul Gilbert

Peter Green

Buddy Guy

George Harrison - Beatles

Ben Harper

Steve Howe - Yes

Tony Iommi Black Sabbath

B.B. King

Mark Knofler – Dire Straits

Robbie Krieger - Doors

Alvin Lee – Ten Years After

Alex Lifeson - Rush

Yngwie Malmsteen

Brian May – Queen

Ronnie Montrose

Gary Moore

Steve Morse – Dixie Dregs, Deep Purple

Ted Nugent

John Petrucci – Dream Theater

Joe Perry - Aerosmith

Gary Rossington – Lynyrd Skynyrd

Michael Schenker - UFO

Slash – Guns’n’Roses

Pete Townshend – Who

Eddie Van Halen – Van Halen

Jack White – White Stripes

Steven Wilson – Porcupine Tree

Zakk Wylde

Angus Young – AC/DC

Neil Young

Guitar Gods: Non uomini bensì leggende...

 

10.  Steve Ray Vaughan

 

9.    Carlos Santana

 

8.    Frank Zappa

 

7.    Jeff Beck

 

6.    David Gilmour - Pink Floyd

 

5.    Eric Clapton

 

4.    Jimmy Page - Led Zeppelin

 

3.    Joe Satriani

2.    Steve Vai

.

.

.

. .... poteva esserci qualche dubbio? L'unico, il solo, il vero dio delle sei corde...

.

.

.

1.  Jimi Hendrix

 

 

 

Appendice.

Per non apparire come il solito esterofilo riporto anche una lista di bravissimi chitarristi italiani, presentati nel bel libro del giornalista Paolo Battigelli : "Guitar Heroes, ritratti di 100 chitarristi leggendari" , da cui ho tratto il titolo di questo articolo e la citazione di Frank Zappa.

 

Chitarre d'Italia:

Dodi Battaglia- Pooh 

Andrea Braido - Vasco Rossi

Pino Daniele

Nico di Palo - New Trolls

Franco Mussida - P.F.M.

Alberto Radius

Federico "Ghigo" Renzulli - Litfiba

Maurizio Solieri - Vasco Rossi 

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The Beatles - Un misterioso e magico viaggio

by Marco 2/23/2008 - 1:50 PM

Dovendo finalmente iniziare a scrivere qualcosa di concreto per il nostro “sito di riferimento”, sono stato assalito da un dubbio atroce e mi sono chiesto : può una qualsivoglia rassegna musicale iniziare senza un doveroso tributo al complesso musicale più importante di tutti i tempi? La risposta è stata: No!

Che cosa si puo dunque dire dei Beatles che non sia già stato detto? Assolutamente nulla. Tralasciando le vicende biografiche che sono arcinote, essi sono probabilmente l’esempio più fulgido di musica popolare in cui qualità e successo hanno coinciso perfettamente. Non solo hanno dominato le classifiche di un decennio intero e venduto più dischi di ogni altro artista ma la loro musica è presente oggi più che mai. Troppo spesso la musica pop sforna sedicenti artisti, fenomeni più o meno da baraccone creati a tavolino in men che non si dica, per vendere di più, più in fretta possibile, sfruttando le mode del momento – I Beatles crearono un nuovo modo di fare musica: sfruttarono l’isteria che seguì le loro prime apparizioni per poi portare idee sempre nuove i cui echi riverberano ancora oggi. Poche Bands possono vantare una tale evoluzione all’interno della loro carriera, ancora meno possono vantare una serie così straordinaria di dischi innovativi, iconici e duraturi come Rubber Soul, Revolver, Sgt. Pepper's, Magical Mystery Tour, The Beatles, Abbey Road e Let It Be. La loro musica epitomizza lo spirito di libertà degli anni ’60 e sembra non temere lo scorrere inesorabile del tempo; è allo stesso tempo un viaggio magico nella nostalgia per i ventenni di allora e una sorprendente scoperta per i  giovani di oggi. I loro dischi hanno la vitalità e lo spasso della musica popolare unito allo spessore culturale tipico di forme musicali riconosciute come più “alte”. Tutto ciò che riguarda i Beatles è pura magia: si può avvertire quasi un’aura di divinità nella loro musica, resa però con parole così vicine alla sensibilità comune; essi crearono melodie fra le più belle e liricamente ispirate, molte delle quali nascoste fra vere e proprie scintille di humor e simpatica follia. Erano quattro ma in realtà erano un’unica entità, fugaci stelle che non saranno mai dimenticate.


Per la fredda cronaca I Beatles sono considerati uno dei fenomeni musicali più significativi anche a distanza di decenni ormai; non a caso l’autorevolissima rivista “Rolling Stone” li ha dichiarati di recente "Il gruppo musicale più importante e influente del XX secolo".

Il più grande complesso di tutti i tempi ha avuto vita piuttosto breve; un' esperienza durata solo 8 anni, dal 1962 al 1970, che non gli ha impedito di vendere oltre 500 milioni di dischi (la EMI azzarda addirittura la cifra di un 1 miliardo, comprese tutte le ristampe che escono regolarmente ancora oggi).
Con tutta probabilità non ci sarà mai più un altro complesso così popolare ed acclamato dalla critica al tempo stesso.
Per le poche persone che si chiedessero chi erano mai questi Beatles, potrei rispondere brevemente come segue: Il primo gruppo nella storia a scrivere, registrare e suonare dal vivo la propria musica; fra i primi ad inserire elaborati arrangiamenti orchestrali nelle loro canzoni; fra i primi gruppi pop ad ispirarsi ad altre culture musicali (in particolare quella indiana); fra i primi a realizzare un concept album, metallari ante-litteram, psichedelici della prima ora; innovatori nel costume e nelle tecnologie in studio di registrazione; il primo complesso ad annientare lo strapotere americano e apripista per altri gruppi stranieri in un mercato che all’epoca era a dir poco impenetrabile (fenomeno non a caso ribattezzato  “british invasion”). I Beatles furono tutto questo e molto altro ancora.

Paradigmatico per capire l’importanza dei Beatles è l'album “Sgt. Pepper's Lonely Heart Club Band”  del 1967 che provoca un vero e proprio terremoto nel panorama musicale. E' il disco che più di altri sancisce il definitivo superamento del cliché della musica popolare, fatto di strofa-ritornello-strofa, e l’approdo in territori fino allora inesplorati per la musica e soprattutto per la registrazione in studio. Ogni sorta di diavoleria tecnologica è utilizzata per creare suoni mai riprodotti prima e dar luogo alle bizzarre idee, in bilico fra poesia e nonsense, di Lennon e compagni. Saranno necessarie più di 700 ore di registrazione e orchestrazione per portare a compimento l’opera, nonché lo sviluppo di sofisticate tecniche ancora oggi valide nonostante l’avvento delle tecnologie digitali. La copertina stessa è un opera d'arte contemporanea entrata nell'immaginario collettivo. Accanto ai Fab Four, ritratti in sgargianti uniformi di raso fatte su misura, campeggiano una cinquantina di sagome di cartone di personaggi famosi (fra cui le statue di cera degli stessi Beatles!), il tutto in un tripudio psichedelico di fiori e colori. Non male, visto che lo standard dell'epoca in fatto di copertine era ancora quello di ritrarre gli artisti, orgogliosi di sfoggiare improbabili capigliature impomatate, in pose semiserie!

I Beatles elevarono di fatto la musica pop da semplice momento di svago per le masse a forma d’arte contemporanea, sdoganandola dalla condizione di parente povera della musica classica e jazz in cui sembrava essere sempre stata relegata da sempre.
La storia è ancora più significativa se consideriamo il fatto che i Beatles come musicisti erano praticamente digiuni di teoria musicale classica, incapaci di “leggere” la musica secondo i canoni di una qualunque accademia. Questo per dire che, in ogni forma d’arte, il capolavoro spesso scaturisce più dall’armonica proporzione delle parti (in questo caso idee e suggestioni musicali) che dall’arido virtuosismo fine a se stesso.

 

Canzoni preferite:

Proprio in questi giorni stavo risentendo i loro dischi e mi sono reso conto che forse non esiste una canzone che possa essere definita “brutta” in senso assoluto, mentre sono tantissime quelle ispirate e decine quelle a dir poco meravigliose. La track-list sottostante è volutamente ridotta ed include i miei pezzi preferiti che possono essere indicativi della grandezza di questo complesso musicale. Dal momento che probabilmente tutti avrete sentito almeno una volta nella vita qualche loro canzone vi invito a suggerire le vostre preferite, magari motivando il perchè
(senza un preciso ordine di merito):

- A Day In The Life (da “Sgt. Pepper's Lonely Heart Club Band”)
- Happiness is a warm gun (da “The Beatles”)
- I’so tired (da “The Beatles”)
- Help (da “Help”)
- A Hard day’s night (da “Hard day’s night”)
- Come together (da “Abbey Road”)
- And your bird can sing (da “Revolver”)
- Taxman (da “Revolver”)
- While My Guitar Gently Weeps (da  “The Beatles”)
- I’m the walrus (da “Magical Mystery Tour”)
- Something (da “Abbey Road”)
- I Want You (She's So Heavy) (da “Abbey Road” )
- Revolution #1 (da “The Beatles”)

 

Album Consigliati:


Revolver - 1966


Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band - 1967


The Beatles (White Album) - 1968


Abbey Road - 1969

Alcune Frasi Famose:

- “Adesso siamo più famosi di Gesù Cristo. Non so chi arriverà per primo se il rock ‘n’ roll o il cristianesimo”
(John Lennon –1966)

- "I Beatles non sono semplicemente brutti. Sono incredibilmente orribili, così non musicali e dogmaticamente insensibili alla magia dell’arte che possono essere considerati le teste coronate dell’anti-musica"
(William F.Buckley Jr., scrittore americano)

- Se tutti chiedessero la pace anzichè un altro televisore, allora sì che ci sarebbe veramente la pace.
(John Lennon)

- Credo a tutto, fino a prova contraria. Credo nelle fate, nei maghi e nei draghi. Tutto ciò esiste, anche se soltanto nella tua mente. Chi può dire che i sogni e gli incubi non siano veri allo stesso modo della vita reale (John Lennon)

- “I’ve got blisters on my fingers!!!” - trad. “ho le vesciche sulle dita”
(urlo di Ringo Starr che può essere ascoltato nell’album The Beatles al termine dell’esecuzione del brano tiratissimo Helter Skelter)

- Il manager di una nota casa discografica :“Mi spiace Mr. Epstein (*) ma per i gruppi con le chitarre elettriche non c’è futuro!”

(*) Brian Epstein (1928-1967) e’ stato il manager dei Beatles. Suo è gran parte del merito per la scoperta e la successiva promozione del quartetto di Liverpool. Egli fu anche un ottimo collante per la compattezza del gruppo. Dopo la sua morte i Beatles iniziarono a perdere coesione, sciogliendosi nel giro di pochi anni.

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Sezione musica : si aprono i battenti

by Marco 2/17/2008 - 5:49 PM

Un saluto a tutti gli utenti di TOBALDO.com!


Prima di invocare l’aiuto delle muse ispiratrici, urge un ringraziamento speciale all’ideatore di questo sito -nonché mio grande amico- Alessandro, per avermi dato la possibilità di condividere la mia passione per la musica con chiunque voglia unirsi a noi.

Per me è un piccolo sogno che si realizza, in quanto non avrei mai fatto un mio Blog dedicato ed il tutto sarebbe rimasto nel cassetto assieme a molti altri progetti incompiuti. Invece il nostro “maestro” ha realizzato questo spazio virtuale, ancor prima che ideale, dove finalmente potrò riversare ciò che di bello mi ha trasmesso la musica che ho ascoltato in questi anni. Grazie a questo spazio magari smetterò pure di torturare gli amici con questo o quel disco, questo o quel chitarrista, che mai hanno sentito e di cui nulla gliene frega.

Gli articoli che mi accingo a scrivere non saranno esaustivi degli argomenti trattati, ne tanto meno avranno la pretesa di una qualsivoglia rigorosità critica. Sarebbe assurdo visto che oltretutto non sono mai stato un musicista e non mi intendo affatto di teoria musicale.

Più che altro si tratterà di un mio tributo agli artisti in questione, basato  sulle mie esperienze e sul mio ascolto personale, e come tale sarà solo un punto di vista condivisibile o meno ma ciononostante rispettabile, come quello di chi vorrà intavolare una discussione. Citerò artisti e musica che per me sono delle pietre miliari, ignorando probabilmente altri ugualmente importanti, dimenticando di parlare del vostro artista preferito o di quella canzone che per voi ha significato così tanto.
Chiedo scusa a tutti in anticipo per le future e imperdonabili negligenze; la finestra che verrà creata sarà solo parziale e se qualcuno vorrà correggere, puntualizzare o confutare quanto dirò, sarà il benvenuto.


Come mio biglietto da visita vi fornisco una lista di dischi che rappresentano le mie personalissime “pietre miliari”. Si tratta di un elenco soggettivo, cui ho dovuto operare molti tagli – talvolta anche dolorosi- per raggiungere una qualche sintesi, che indica solamente quale è il mio background di ascolti musicali. Il genere musicale che troverete accanto ad ogni disco poi è puramente indicativo, in molti casi, e serve giusto a far capire di che cosa si tratta per chi non ne avesse mai sentito parlare.


Se qualcuno volesse aggiungere qualcosa a questa lista o postare una propria personale lista è il benvenuto. 

PIETRE MILIARI : ipotesi di un elenco (assolutamente incompleto e parziale!) 

AC/DC - High Voltage (1976)  hard rock

 BEATLES - Sgt Pepper's Lonely Hearts Club Band (1967)  pop

 BEATLES - The Beatles (White Album) (1968)  pop

 BECK, JEFF - Blow by Blow (1975)  instrumental

 BLACK SABBATH – Paranoid (1970)  hard rock

 BLUES BROTHERS - Motion picture soundtrack (1980)  blues

 BLUESBREAKERS & E. Clapton - Bluesbreakers & Eric Clapton (1966)

 BOWIE, DAVID - The Rise And Fall Of Ziggy Stardust...(1972)  glam rock

 BUCKLEY, JEFF – Grace (1994) songwriter, pop

  CARAVAN - In The Land Of Grey And Pink (1971)  progressive rock

 CLASH - London Calling (1979)  punk

 CREAM – Disraeli Gears (1967) psychedelic rock

  DEEP PURPLE - Machine head (1972)  hard rock

  DIRE STRAITS - Dire Straits (1979)  rock

 DOORS - The Doors (1967)  psychedelic rock

DREAM THEATER - Metropolis pt.II : Scenes from a memory (1999) 

  ELIO E LE STORIE TESE - Italyan, Rum Casusu Çikti Rock (1992)  humor

  G3 - Live in concert (1997) instrumental

GENESIS - Selling England By The Pound (1973)  progressive rock

 HENDRIX, JIMI - Electric Ladyland (1968)  psychedelic rock

 JETHRO TULL - Aqualung (1971)  progressive rock

 KING CRIMSON - In The Court Of The Crimson King (1969)  prog rock

 LED ZEPPELIN - IV (1971) hard rock

   LYNYRD SKYNYRD - Second helping (1974)  southern rock

  NIRVANA – Nevermind (1991)  grunge

  PEARL JAM - Ten (1991) grunge

  PHISH - A Picture Of Nectar (1992) jam-rock

 PINK FLOYD - The Piper At The Gates Of Dawn (1967) psychedelic rock

 PINK FLOYD - The Dark Side Of The Moon (1973) psychedelic rock

 POLICE - Reggatta De Blanc (1979) reggae-rock

 PORCUPINE TREE - In Absentia (2002) progressive rock

QUEEN - A night at the opera (1975) glam rock

 RADIOHEAD - Ok Computer (1997) alternative rock

  REM - Automatic for the people (1992) indie rock

 ROLLING STONES - Exile on Main Street (1972) Blues Rock

 RUSH - 2112 (1976) progressive rock

 SATRIANI, JOE - Surfin' with the alien (1987) instrumental

  SEX PISTOLS - Never Mind The Bollocks,Here's The Sex Pistols (1977) 

  SIGUR ROS - Agaetis Byrjun (1999) post rock

  SMASHING PUMPKINS - Mellon Collie And The Infinite... (1995) alt rock

 SMITH, PATTI - Horses (1975) punk- new wave

SOUNDGARDEN - Superunknown (1994) grunge

  U2 - The Joshua Tree (1987) rock

  VAI, STEVE - Passion and Warfare (1990) instrumental

  WHO - Who's Next (1971) rock

  WILCO - Yankee Hotel Foxtrot (2002) alternative rock

  XTC – Skylarking (1986) alternative pop

  YARDBYRDS - Yardbirds (Roger the engineer) 1966 blues rock

 YES - Fragile (1972) progressive rock

 YOUNG, NEIL - After The Gold Rush (1970)  country rock

 ZAPPA, FRANK - Freak Out! (1966) rock

 

Vi lascio per ritrovarci presto assieme al gruppo musicale più importante di tutti i tempi.  Un complesso che ha cambiato per sempre il volto della musica e la cui influenza non si è mai spenta.
Di chi sto parlando lo scoprirete presto, per ora…   

Stay tuned on TOBALDO.com! 

MARCO     

 

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