The Beatles - Un misterioso e magico viaggio

by Marco 2/23/2008 - 1:50 PM

Dovendo finalmente iniziare a scrivere qualcosa di concreto per il nostro “sito di riferimento”, sono stato assalito da un dubbio atroce e mi sono chiesto : può una qualsivoglia rassegna musicale iniziare senza un doveroso tributo al complesso musicale più importante di tutti i tempi? La risposta è stata: No!

Che cosa si puo dunque dire dei Beatles che non sia già stato detto? Assolutamente nulla. Tralasciando le vicende biografiche che sono arcinote, essi sono probabilmente l’esempio più fulgido di musica popolare in cui qualità e successo hanno coinciso perfettamente. Non solo hanno dominato le classifiche di un decennio intero e venduto più dischi di ogni altro artista ma la loro musica è presente oggi più che mai. Troppo spesso la musica pop sforna sedicenti artisti, fenomeni più o meno da baraccone creati a tavolino in men che non si dica, per vendere di più, più in fretta possibile, sfruttando le mode del momento – I Beatles crearono un nuovo modo di fare musica: sfruttarono l’isteria che seguì le loro prime apparizioni per poi portare idee sempre nuove i cui echi riverberano ancora oggi. Poche Bands possono vantare una tale evoluzione all’interno della loro carriera, ancora meno possono vantare una serie così straordinaria di dischi innovativi, iconici e duraturi come Rubber Soul, Revolver, Sgt. Pepper's, Magical Mystery Tour, The Beatles, Abbey Road e Let It Be. La loro musica epitomizza lo spirito di libertà degli anni ’60 e sembra non temere lo scorrere inesorabile del tempo; è allo stesso tempo un viaggio magico nella nostalgia per i ventenni di allora e una sorprendente scoperta per i  giovani di oggi. I loro dischi hanno la vitalità e lo spasso della musica popolare unito allo spessore culturale tipico di forme musicali riconosciute come più “alte”. Tutto ciò che riguarda i Beatles è pura magia: si può avvertire quasi un’aura di divinità nella loro musica, resa però con parole così vicine alla sensibilità comune; essi crearono melodie fra le più belle e liricamente ispirate, molte delle quali nascoste fra vere e proprie scintille di humor e simpatica follia. Erano quattro ma in realtà erano un’unica entità, fugaci stelle che non saranno mai dimenticate.


Per la fredda cronaca I Beatles sono considerati uno dei fenomeni musicali più significativi anche a distanza di decenni ormai; non a caso l’autorevolissima rivista “Rolling Stone” li ha dichiarati di recente "Il gruppo musicale più importante e influente del XX secolo".

Il più grande complesso di tutti i tempi ha avuto vita piuttosto breve; un' esperienza durata solo 8 anni, dal 1962 al 1970, che non gli ha impedito di vendere oltre 500 milioni di dischi (la EMI azzarda addirittura la cifra di un 1 miliardo, comprese tutte le ristampe che escono regolarmente ancora oggi).
Con tutta probabilità non ci sarà mai più un altro complesso così popolare ed acclamato dalla critica al tempo stesso.
Per le poche persone che si chiedessero chi erano mai questi Beatles, potrei rispondere brevemente come segue: Il primo gruppo nella storia a scrivere, registrare e suonare dal vivo la propria musica; fra i primi ad inserire elaborati arrangiamenti orchestrali nelle loro canzoni; fra i primi gruppi pop ad ispirarsi ad altre culture musicali (in particolare quella indiana); fra i primi a realizzare un concept album, metallari ante-litteram, psichedelici della prima ora; innovatori nel costume e nelle tecnologie in studio di registrazione; il primo complesso ad annientare lo strapotere americano e apripista per altri gruppi stranieri in un mercato che all’epoca era a dir poco impenetrabile (fenomeno non a caso ribattezzato  “british invasion”). I Beatles furono tutto questo e molto altro ancora.

Paradigmatico per capire l’importanza dei Beatles è l'album “Sgt. Pepper's Lonely Heart Club Band”  del 1967 che provoca un vero e proprio terremoto nel panorama musicale. E' il disco che più di altri sancisce il definitivo superamento del cliché della musica popolare, fatto di strofa-ritornello-strofa, e l’approdo in territori fino allora inesplorati per la musica e soprattutto per la registrazione in studio. Ogni sorta di diavoleria tecnologica è utilizzata per creare suoni mai riprodotti prima e dar luogo alle bizzarre idee, in bilico fra poesia e nonsense, di Lennon e compagni. Saranno necessarie più di 700 ore di registrazione e orchestrazione per portare a compimento l’opera, nonché lo sviluppo di sofisticate tecniche ancora oggi valide nonostante l’avvento delle tecnologie digitali. La copertina stessa è un opera d'arte contemporanea entrata nell'immaginario collettivo. Accanto ai Fab Four, ritratti in sgargianti uniformi di raso fatte su misura, campeggiano una cinquantina di sagome di cartone di personaggi famosi (fra cui le statue di cera degli stessi Beatles!), il tutto in un tripudio psichedelico di fiori e colori. Non male, visto che lo standard dell'epoca in fatto di copertine era ancora quello di ritrarre gli artisti, orgogliosi di sfoggiare improbabili capigliature impomatate, in pose semiserie!

I Beatles elevarono di fatto la musica pop da semplice momento di svago per le masse a forma d’arte contemporanea, sdoganandola dalla condizione di parente povera della musica classica e jazz in cui sembrava essere sempre stata relegata da sempre.
La storia è ancora più significativa se consideriamo il fatto che i Beatles come musicisti erano praticamente digiuni di teoria musicale classica, incapaci di “leggere” la musica secondo i canoni di una qualunque accademia. Questo per dire che, in ogni forma d’arte, il capolavoro spesso scaturisce più dall’armonica proporzione delle parti (in questo caso idee e suggestioni musicali) che dall’arido virtuosismo fine a se stesso.

 

Canzoni preferite:

Proprio in questi giorni stavo risentendo i loro dischi e mi sono reso conto che forse non esiste una canzone che possa essere definita “brutta” in senso assoluto, mentre sono tantissime quelle ispirate e decine quelle a dir poco meravigliose. La track-list sottostante è volutamente ridotta ed include i miei pezzi preferiti che possono essere indicativi della grandezza di questo complesso musicale. Dal momento che probabilmente tutti avrete sentito almeno una volta nella vita qualche loro canzone vi invito a suggerire le vostre preferite, magari motivando il perchè
(senza un preciso ordine di merito):

- A Day In The Life (da “Sgt. Pepper's Lonely Heart Club Band”)
- Happiness is a warm gun (da “The Beatles”)
- I’so tired (da “The Beatles”)
- Help (da “Help”)
- A Hard day’s night (da “Hard day’s night”)
- Come together (da “Abbey Road”)
- And your bird can sing (da “Revolver”)
- Taxman (da “Revolver”)
- While My Guitar Gently Weeps (da  “The Beatles”)
- I’m the walrus (da “Magical Mystery Tour”)
- Something (da “Abbey Road”)
- I Want You (She's So Heavy) (da “Abbey Road” )
- Revolution #1 (da “The Beatles”)

 

Album Consigliati:


Revolver - 1966


Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band - 1967


The Beatles (White Album) - 1968


Abbey Road - 1969

Alcune Frasi Famose:

- “Adesso siamo più famosi di Gesù Cristo. Non so chi arriverà per primo se il rock ‘n’ roll o il cristianesimo”
(John Lennon –1966)

- "I Beatles non sono semplicemente brutti. Sono incredibilmente orribili, così non musicali e dogmaticamente insensibili alla magia dell’arte che possono essere considerati le teste coronate dell’anti-musica"
(William F.Buckley Jr., scrittore americano)

- Se tutti chiedessero la pace anzichè un altro televisore, allora sì che ci sarebbe veramente la pace.
(John Lennon)

- Credo a tutto, fino a prova contraria. Credo nelle fate, nei maghi e nei draghi. Tutto ciò esiste, anche se soltanto nella tua mente. Chi può dire che i sogni e gli incubi non siano veri allo stesso modo della vita reale (John Lennon)

- “I’ve got blisters on my fingers!!!” - trad. “ho le vesciche sulle dita”
(urlo di Ringo Starr che può essere ascoltato nell’album The Beatles al termine dell’esecuzione del brano tiratissimo Helter Skelter)

- Il manager di una nota casa discografica :“Mi spiace Mr. Epstein (*) ma per i gruppi con le chitarre elettriche non c’è futuro!”

(*) Brian Epstein (1928-1967) e’ stato il manager dei Beatles. Suo è gran parte del merito per la scoperta e la successiva promozione del quartetto di Liverpool. Egli fu anche un ottimo collante per la compattezza del gruppo. Dopo la sua morte i Beatles iniziarono a perdere coesione, sciogliendosi nel giro di pochi anni.

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Comments: 3

2/23/2008 6:35:46 PM

Alex

Dopo i tuoi articoli mi sa che dovro' rivedere al rialzo i miei, che nei confronti perdono nettamente !
Saro' banale ma fra le mie preferite metterei Hey Jude, forse piu' per il ricordo del passato che altro, sebbene sia una splendida canzone. Prometto di ascoltare immediatamente i tuoi consigli, in particolare l'album gt. Pepper's Lonely Heart Club Band.

Alex Italy

2/28/2008 3:02:38 PM

Carlo Magrini

Leggere i tuoi articoli è un vero piacere!

Carlo Magrini Italy

3/17/2008 10:25:50 PM

Ile

A me piace molto "All togheter now"...l'avete sentita di sicuro ultimamente e' stata "ritoccata" da Ferdinando Arno' per la nuova pubblicita' della Tim!!Simpatica come canzone!;-)

Ile

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