Ieri mentre scrivevo l'articolo su San Terenzo, ho ricevuto una email di un mio amico e compagno di nuoto, che si e' avvicinato al nuoto a causa di seri problemi all'anca che lo hanno costretto a smettere di praticare il suo sport preferito, il calcio. L'estate scorsa ha subito un intervento di protesi all'anca. La lettura delle sue parole che riporto integralmente qui sotto, mi ha veramente emozionato, spero possa fare altrettanto con voi e che faccia riflettere su come anche cose che sembrano in realta' poco significative come una corsetta in campagna, possono essere in realta' il succo della vita. Con la speranza di riuscire sempre a capire e riconoscere quali sono i veri valori.
Correre…
Era dal 19 dicembre 2004 che non correvo. Non mi ricordavo
nemmeno come si facesse. Eppure mi riusciva tanto bene. In vita mia ho
corso proprio tanto, dietro ad un pallone, dietro agli studi, dietro al
lavoro e adesso dietro a mia figlia. Ho riassaporato questa sensazione
lunedì 14 luglio 2008, quando alle 19,30 mi sono messo le scarpe
dicendo: “Vado a correre”. Avevo con me il mio iPod ed ero indeciso
sulla musica per celebrare il ritorno: aggressiva metal, carica alla
Rocky, distensiva alla Phil Collins. Dopo 100 metri ho spento tutto e
la musica più bella veniva da dentro di me: il battito del cuore, il
respiro, il rumore dei passi sull’asfalto. Caspita che brividi. Ho
subito riconosciuto il mio passo, quello di un tempo, e le mie gambe
giravano come se non si fossero mai fermate. Non credevo di arrivare
fino a 20 minuti ma tanto è durato. L’anca ha avuto un timido richiamo
di assestamento a metà percorso, ma niente di eccezionale. Beh quasi 4
anni senza muovere quei muscoli, qualcosa dovevano pur protestare!
Mercoledì ci sono ritornato, altri 20 minuti. Questa volta i muscoli
hanno gridato un po’ ma niente di insuperabile. Il percorso
rigorosamente lo stesso in modo da comparare le sensazioni in tutto e
per tutto. Sabato ultima sgambata della settimana. Ho allungato il
passo e i minuti sono diventati 23 grazie ad una deviazione del
percorso. L’anca ha urlato in dirittura d’arrivo, ma ormai lo
stretching e lo scarico erano vicini. Il risultato della settimana non è affatto male e spero di poter mantenere la media di 2-3 volte a
settimana nel periodo estivo, lavoro permettendo. Adesso che anche
questo ultimo scoglio è stato superato penso proprio che tornerò a
correre come prima, per la campagna, ascoltandomi e facendo viaggiare
la mia mente e scaricare i miei pensieri. Che bello!
A settembre poi
si ricomincia a nuotare…già nuotare, questa lunga pausa mi ha fatto
scoprire questo bellissimo sport e nuovi amici e compagni d’avventura.
È proprio vero che non tutto il male vien per nuocere.
Federico Iozzelli