Finalmente dopo il lungo stop sono riuscito, quasi con la sola forza della volonta', a partecipare e terminare una gara. L'aquathlon promozionale di Viareggio e' gareggiato su distanze atipiche; 1000mt di nuoto in mare e 2.5km a corsa, il rapporto e' a chiaro vantaggio dei nuotatori, visti i tempi di percorrenza delle varie frazioni, esattamente l'opposto di quanto accade nel triathlon.
In base a questo avrei dovuto risultarne avvantaggiato, visto che la corsa e' a dir poco sotto allenata con i miei 3 allenamenti in due mesi. Invece ho sofferto molto di piu' a nuoto. C'e' poco da fare, il nuoto in acque libere, in particolare in mare, e' tutto un altro sport. Dimentichiamoci le acque limpide con la nostra linea blu per tenere la traettoria, le partenze accordate in fila indiana, inseriamoci il moto ondoso, le correnti, l'acqua salata. Tutti fattori che non riesco a digerire. Fai 4 bracciate, alzi la testa e (se la vedi) la boa e' alla tua sinistra, ne fai altre 4 e te la ritrovi alla tua destra. Insomma, in poche parole, mi sembra di essere completamente negato. Ovviamente con l'allenamento si potrebbe migliorare, ma tanto a nuotare in mare non ci vado mai, quindi va come va. Cerchero' con il lanternino i triahlon in piscina. STOP.
La giornata e' cominciata in maniera molto grintosa, con io che scendo dalla macchina minaccioso verso un furbacchione contromano che voleva fotterci l'unico posto nel parcheggio che avevamo trovato. Sbrigata la inattesa pratica grazie al mio possente fisico, ci iscriviamo e ci procuriamo subito un ombrellone data la temperatura bel oltre i 30°. I quattro alfieri che oltre al sottoscritto si sono gettati in questa avventura sono "Whiteman" Marco, "Multipower" Fabrizio, "Desaparecido" Alessandro e "Olympic" Roberto. Ci prepariamo fisicamente con una piccola nuotata nel torbido mare viareggino alla ricerca di meduse che per fortuna non sono presenti, e psicologicamente con una miriade di cacchiate sparate a raffica per stemperare la tensione.
Il percorso in mare prevede due giri con diagonalone fantozziano al secondo giro. Quello a corsa un drittone sterrato all'ombra della pineta con giro di boa e ritorno. Solita pessima partenza del sottoscritto in acque libere, come al solito non ci capisco un cacchio, mazzate varie e rotta subito sbagliata. L'acqua e' calda e si sta dimolto bene, peccato che ci sono da fare 1000mt, e la cosa mi frena psicologicamente. Il mare e' un pochino movimentato, ma non troppo, basta pero' per farmi incasinare continuamente. Non mantengo la giusta rotta neanche a pregare, mi faccio staccare subito dal gruppone con una partenza soft ed il resto e' sofferenza, soprattutto all'inizio del secondo giro, nel tratto a piedi dove l'acqua e' bassa, dove ho anche un principio di "problemi digestivi". Decido di tenere duro e proseguo imperterrito scambiando la boa che era alla partenza con quella dell'uscita, per fortuna qualcosa non mi tornava e riesco a raddrizzare presto la rotta. Alla fine avro' fatto 200mt in piu', pazienza mi dico, tanto un allenamento doveva essere e cosi' e' stato, anche piuttosto faticoso.
La corsa mi preoccupava per il noto infortunio. In zona cambio me la prendo comoda, cosi' da serrare bene la scarpa, voglio minimizzare al massimo le possibilita' di recidiva e preferisco perdere 15 secondi che ritroncarmi di nuovo. Parto con attenzione viste le zone sabbiose che attraversiamo, poi piano piano prendo il mio ritmo fino al giro di boa dove decido di testare la caviglia allungando decisamente il passo in progressione. Alla fine ne passo un paio e non vengo passato da nessuno, la caviglia non ha fatto male e posso ritenermi soddisfatto nonostante il pessimo 22° posto su 29 partecipanti.
La classifica interna ha rispettato i valori del pronostico, anche se resto sorpreso da Fabrizio che ha retto benissimo a corsa nonostante fosse da un anno che non praticava questa disciplina. Quindi per ricapitolare Fabrizio 17°, Marco 20°, io 22°, Alessandro 27° e Roberto 28°. Per chi non ci conoscesse, siamo tutti "amatori" dello sport, non andiamo alla ricerca di niente se non benessere e divertimento. Quindi trasferta prolifica anche e soprattutto per il dopo gara a cena e a fare un drink "sul marciapiède" in compagnia.
Sono felice di questo test perche' sebbene la caviglia non sia ancora a posto, soprattutto a nuoto, e la corsa sia decisamente deficitaria, parto per la Repubblica Ceca (Karlovy Vary) con la convinzione di poter finire il triathon Sprint Open che mi aspetta Sabato prossimo (insieme a tanta tanta birra ceca).
Nella galleria le foto di questa bella giornata.