Ieri ho fatto il mio esordio nella distanza olimpica del triathlon (1,5 - 40 - 10) a Quinto di Treviso in quella che è stata la zona più calda ed afosa d'Italia, nella giornata più calda dell'anno. Come da previsioni del mio ultimo articolo la corsa si è rivelata un problema, anche oltre le peggiori aspettative.... ma partiamo dall'inizio.
L'allegra comitiva composta dal sottoscritto, Christian, Marco e Gabriele più gli accompagnatori Saverio e Francesca, arriva un paio di ore prima della partenza, così da permetterci di organizzare per tempo tutto il necessario. La location non e' male, il lago artificiale in cui nuoteremo non e' proprio il massimo dal punto di vista della pulizia ma è ampio da permettere agli atleti di non nuotare in una ressa problematica, ci sono anche alberi che ci permettono di stare all'ombra (non proprio al fresco...) in attesa della partenza. 20 minuti prima della partenza indossiamo la muta ed attendiamo in una sorta di forno la partenza. Per fortuna gli organizzatori ci permettono di testare l'acqua (che e' piuttosto fredda) rinfrescando un po' l'attesa; io decido per la doppia cuffia così da prevenire eventuali problemi all'unica parte "delicata" a contatto diretto con l'acqua ovvero la testa.
[Swim] Partiamo in galleggiamento già in acqua, il percorso di 750mt e' un triangolo da ripetersi due volte con uscita e rientro nel lago fra il primo e secondo giro. Memore delle vecchie esperienze in acque libere decido di partire sul lato destro in posizione abbastanza arretrata cosi' da evitare la ressa, il primo giro cerco di prendere il ritmo giusto senza esagerare, uscendo dall'acqua vedo un gruppetto interessante piuttosto nutrito a circa 50mt davanti a me, decido quindi di forzare un po' per recuperare nei secondi 750mt il terreno perduto e riesco nell'intento abbastanza agilmente forzando un po' il ritmo e cercando soprattutto di nuotare bene come so fare. Esco dall'acqua in buona compagnia non molto provato, e soddisfatto dell'esperienza per una volta positiva in acque libere.
[Bike] La transizione procede abbastanza bene, riesco a togliere la muta abbastanza velocemente e prendo la bici per i 40 e più km che ci aspettano in un circuito di oltre 8km da ripetere 5 volte. Dopo aver allacciato per bene le scarpette mi trovo a fianco il mio compagno di allenamenti Christian che si e' attardato con la muta, e diversi altri atleti fino a formare un buon gruppetto di quasi dieci unità. Il viatico è buono e durante i 5 giri riprendiamo diversi gruppetti segno che anche stavolta ho trovato un buon treno da seguire. La media e' decisamente elevata, quasi 40 km/h in un percorso pieno di curve e diversi rilanci, mi trovo perfettamente a mio agio in queste condizioni e la gamba e' buona, il che mi permette di tenere il gruppo piuttosto agevolmente tanto da farmi pensare che anche il proseguio della gara possa essere ai livelli dell'ultimo sprint cui ho corso. L'unico intoppo un rischio di caduta a 2 km dalla fine a causa di un atleta che voleva passare dove non c'era spazio... Scendo dalla bici in ottima posizione valutata a posteriori intorno alla quarantesima posizione.
[Run] Rientro in zona cambio e non mi ricordo il numero di gara.... passo la mia postazione e sono costretto a tornare indietro, sembra una cosa banale ma ogni piccolo dettaglio sotto sforzo diventa importante ed anche la cosa più semplice può riuscirti male. Perdo comunque solo pochi secondi totalmente ininfluenti visti i 10km che mi aspettano. Parto con un ritmo tranquillo e dopo poche centinaia di metri capisco subito che la giornata sarà drammatica... avverto subito un affanno a livello respiratorio piuttosto elevato e le gambe risentono decisamente di questo e dello sforzo precedente in bici rispondendo molto poco e male agli stimoli nervosi che il mio cervello (piuttosto surriscaldato) invia loro. La situazione è veramente dura, il caldo è opprimente e km dopo km la situazione peggiora, sono costretto a camminare molte volte per cercare di portare comunque in fondo la gara ma vengo attanagliato da dolori vari al fegato, ai reni e chi più ne ha più ne metta. La situazione era semplicemente da ritiro ma essendo la mia prima esperienza ho voluto portarla comunque in fondo arrancando decisamente.
Per cercare di farvi capire il tipo di sforzo e di shock che il mio corpo ha dovuto affrontare, subito dopo la gara sono dovuto restare una ventina di minuti sdraiato con le gambe alzate, e mi sono ripreso un po' solo durante il viaggio di ritorno all'altezza di Ferrara dopo uno spuntino a base di Camogli...
La classifica, impietosa, dice che sono arrivato 88° su 130 classificati, perdendo ben 12 minuti a corsa da Christian sceso con me dalla bici e fantastico 45° alla prima esperienza pure lui su questa distanza. Marco 99° e Gabriele 104°.
Per tirare le conclusioni, sono ovviamente molto soddisfatto delle prime due frazioni, e sono altrettanto deluso della corsa non certo al livello che mi compete per quest'anno. Di sicuro ho capito che per affrontare un olimpico ai ritmi che vorrei c'e' bisogno di allenare la corsa decisamente ad un altro livello, che forse però poco si addice alle distanze dello Sprint, che resta la gara a me più congeniale per caratteristiche fisiche e mentali. Quindi di sicuro per quest'anno rinuncio ad ogni altra velleità sulla distanza olimpica cercando di rifarmi al più presto tornando agli Sprint.